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Sanità

PREMESSA

E’ evidente come l’impostazione del Servizio Sanitario Nazionale determini le scelte tecniche che vengono fatte dai responsabili della ASL locale .
Nelle considerazioni che seguono non vogliamo entrare più di tanto nelle soluzioni tecniche perché, crediamo, esse siano il territorio di competenza di funzionari retribuiti a tal fine.
Riteniamo però che le scelte tecniche debbano essere solamente una delle interpretazioni possibili delle linee di indirizzo dettate dalla politica e, soprattutto, non possano che essere al servizio della domanda di salute della popolazione e non il contrario.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Il progressivo smantellamento della Sanità Pubblica, a vantaggio di quella privata, in questi anni ha subito una progressiva accelerazione, a partire dalla diminuzione degli investimenti nel settore fino alle recenti direttive della ministra Lorenzin che, nell’ambito di una presunta razionalizzazione, ha tagliato il numero dei posti letto negli ospedali pubblici e, soprattutto, falcidiano 203 prestazioni tra visite specialistiche, analisi ed esami di laboratorio rendendo irrealizzabile nei fatti quella prevenzione che, a parole, si dice di voler perseguire.
I dati parlano chiaro: questo passaggio alla sanità privata, abbinato al progressivo impoverimento della popolazione, fa sì che i cittadini si curino meno e, in Italia, se nel 2004 gli uomini si ammalavano a 69 anni e le donne a 71, nel 2012 gli uomini si ammalano a neanche 62 anni e le donne a 61. Al di sotto della media europea dove, nello stesso periodo si sono guadagnati due anni di salute passando da 61 a 63 anni.
Per cui riteniamo fondamentale una inversione di tendenza ed un ritorno alla Sanità Pubblica come baluardo a difesa della salute dei cittadini.

RICADUTE LOCALI

L’EmiliaRomagna si è fatta capofila di questa integrazione Pubblico-privato stabilendo di diminuire i posti letto ospedalieri pubblici da 4,2 x 1000 abitanti a 3,7 x 1000 abitanti (come richiesto dal decreto Lorenzin) cancellando circa 800 pl in Regione.
Nel contempo, a Bologna, ha appena aperto (19 apr.2016) un nuovissimo centro di Pronto Intervento ortopedico, traumatologico e fisiatrico privato e a pagamento che, nelle intenzioni, andrà ad affiancare il Pronto Soccorso ospedaliero.
In questo processo di “razionalizzazione” la Bassa modenese risulta particolarmente penalizzata vedendo un progressivo depotenziamento dell’unico Presidio ospedaliero rimasto in Area Nord (l’Ospedale S.Maria Bianca di Mirandola) sia in termini del numero dei posti letto che in termini di prestazioni fornite ai cittadini.

POLITICHE DI PREVENZIONE PER LA SALUTE

Siamo convinti che sia certamente più giusto investire nella prevenzione della salute dei cittadini piuttosto che aspettare che questi si ammalino per poi curarli.
La prevenzione, però, va perseguita con politiche adeguate riguardanti le condizioni climatiche generali, una tutela delle acque e dei suoli, una attenzione alle condizioni lavorative ed, infine, la possibilità di accedere prontamente ad esami clinici e diagnostici in strutture pubbliche.
Esattamente l’opposto di quanto oggi viene messo in atto.
Riteniamo quindi indispensabile una inversione di rotta delle attuali politiche della salute: prima attuare la prevenzione e, una volta avuti risultati tangibili, si potrà procedere alla diminuzione dei posti letto pubblici.

PAL 2011 / 2013
E’ l’ultimo PAL per la Provincia di Modena approvato e, in alcune parti, ancora non interamente applicato.
Il sisma del 2012 ha accelerato, nei fatti, lo smantellamento dell’unico Ospedale rimasto nella Bassa sia in termini del numero dei posti letto che in termini di prestazioni fornite ai cittadini.
É impensabile che un’area così vasta (che comprende nove comuni e circa 87mila abitanti) e così distante dai centri “qualificati” del Policlinico di Modena, Baggiovara e Sassuolo rimanga sfornita di un presidio ospedaliero pubblico degno di questo nome.
E certamente non le costruende “Case della Salute” potranno supplire a quelle specifiche richieste di interventi complessi ed urgenti per i quali la popolazione resterà sguarnita.

PROGETTO OSPEDALE BARICENTRICO

Ha una sua logica il progetto di costruzione di un nuovo Ospedale Baricentrico che dovrebbe servire Area Nord e Terre d’Argine, in pratica andando a sostituire gli Ospedali di Mirandola e Carpi. Per l’eventuale realizzazione di questo progetto abbiamo però avanti a noi almeno alcuni decenni, in quanto oggi (aprile 2016) si parla di assegnarne lo studio di fattibilità.
E in questo periodo? Non possiamo certo soltanto sperare nella buona sorte.
Logica vorrebbe che si procedesse ad integrare gradualmente le funzioni dei due Ospedali in modo che, insieme, possano fornire alla popolazione prestazioni sanitarie altamente qualificate. (per intenderci a livello di Baggiovara o Sassuolo)
Riteniamo irrilevante la suddivisione dei reparti e a chi spetterà un reparto piuttosto che un altro.
Certo è che, per il successo di questo progetto, sarà comunque necessario migliorare da subito la viabilità tra Carpi e Area Nord e facilitare lo spostamento dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda il superamento del Secchia.