Quando i giornali pubblicano quello che vorrebbero sentirsi dire

Comunicato Stampa


In riferimento all’articolo apparso sul Resto del Carlino in data 13 luglio a titolo “Fienili diventati villette…”

A nome mio personale e per conto del Comitato Sisma.12 ritengo siano necessarie alcune precisazioni rispetto all’intervento da me fatto nell’ambito dell’incontro pubblico del Comitato Verifica Ricostruzione tenutosi a Finale Emilia il giorno 11 us.

A) non condividiamo questa operazione di CVR perché pensiamo che, così com’è fatta, risulti uno “sparare nel mucchio” che porterà, come unico risultato, un rallentamento della già lentissima ricostruzione ed abbiamo invitato questo comitato ad indirizzare i propri sforzi in iniziative in favore dei tanti che, invece, devono ancora veder ricostruita la propria casa.

B) pensiamo che con una normativa così ridondante come quella adottata per la ricostruzione post sisma 2012 e con un atteggiamento generalmente così rigido dei tecnici comunali nei confronti dei lavori ammessi a contributo, che più volte abbiamo definito quasi vessatorio, un eccesso di abusi come quello “segnalato” da CVR , qualora fosse reale, non potrebbe che essere frutto di connivenza tra controllori e controllati e sarebbe oggetto delle attenzioni della Magistratura.

C) crediamo nel protagonismo dei cittadini e nella attribuzione di responsabilità delle proprie azioni e riteniamo che il sistema dell’esposto utilizzato da questo comitato (troppo simile al lanciare il sasso e nascondere la mano) possa dare il via ad una serie infinita di faide che certamente non favorirebbero la tanto celebrata coesione di questo territorio.

D) di 6000 persone fuori casa ha parlato, dal tavolo, un esponente del CVR.  Noi abbiamo precisato che, in realtà, con 9766 domande presentate, 1104 prenotazioni da esaminare e soltanto 5157 cantieri conclusi le persone fuori dalla propria casa sono molte, ma molte di più.

Pensiamo che siano stati fatti molti errori nella gestione della ricostruzione e, in questi cinque anni, non abbiamo risparmiato critiche anche aspre al modus operandi della struttura commissariale (e non ne risparmiamo tutt’ora).

Nello specifico, per conoscere il nostro pensiero bastava leggere il comunicato ufficiale pubblicato sul ns sito e su tutti i ns gruppi social in data 10 luglio, a titolo “Corruptissima re publica plurimae leges”.
Confidiamo che l’attribuirci una sostanziale adesione ad una operazione che definiremmo “di immagine” e che ci vede estremamente critici sia unicamente frutto di un misunderstanding e ci attendiamo la pubblicazione di una pronta rettifica che ristabilisca la realtà dei fatti.

Comitato Sisma.12

il portavoce
Sandro Romagnoli

Tanto tuonò che piovve.

Il sociologo Robert Merton fu il primo ad adottare la definizione di profezia che si autoavvera: “una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità”. Ciò può avvenire sia attraverso la selezione di informazioni che confermino le idee, sia perché l’atteggiamento incide sulla situazione. Se, ad esempio, pensiamo che una persona ci sia ostile la nostra interpretazione di tutti i suoi comportamenti ambigui andrà in tal senso. Inoltre, è probabile adotteremo un comportamento poco cordiale che, non suscitando simpatia nell’interlocutore, lo porterà a rispondere ‘a tono’ confermando quindi la profezia iniziale. (Teoria e Struttura Sociale – 1948)
Per il post- terremoto emiliano questa profezia è rappresentata dal timore della presenza di “furbetti” che, se non preventivamente stoppati da ordinanze create ad hoc, avrebbero lucrato indebitamente su aiuti e rimborsi. Su questa teoria è stato basato tutto l’impianto che regola la ricostruzione che avrà, forse, scoraggiato i mariuoli, ma sta certamente rallentando oltre misura le pratiche della ricostruzione costringendo migliaia di cittadini, ancora a trenta mesi dal sisma, ad una esistenza ben lontana da quella che potrebbe esser definita “normale”.
Comunque, a conferma della teoria di cui sopra, dopo esser stati evocati (a sproposito) più volte, per “le porsche nei garages dei map” o per la pretesa di volere “i rubinetti d’oro” nei propri cessi, finalmente, eccoli: ben cinque loschi individui che, sembra, abbiano approfittato indebitamente del Contributo di Autonoma Sistemazione.
Certo, considerati i numeri del sisma emiliano, cinque casi sono pochini a livello statistico per confermare qualunque teoria ma bastano a montare un caso giornalistico, portato addirittura sui tg nazionali, capace di far perdere di vista il fatto che qui, migliaia di persone colpite dal sisma, percepiscono ancora il cas perchè ostacolate nella ricostruzione della propria casa da un ottuso eccesso di burocrazia che i successori di Errani han entrambi detto di voler smantellare ma che, ad oggi, è ancora lì, presente, a far danni.