A tre anni dal sisma

 

ATRE ANNI COPERTINA

La ricostruzione Emiliana vista dai diretti interessati: i terremotati.

A tre anni dal sisma

Questa non vuole essere l’ennesima raccolta di numeri, spesso aggregati a casaccio al fine di dare l’impressione che le cose siano diverse da quelle che sono, e neppure l’apologia di singoli soggetti, pubblici o sconosciuti ai più, che si sono particolarmente distinti nella gestione dell’emergenza o nei momenti successivi. Ma non sarà neppure una critica aprioristica di quanto realizzato fino ad oggi.
E’ che, dopo tre anni, pensiamo che sia arrivato il momento che sul terremoto, e soprattutto sulla gestione della ricostruzione, siano i terremotati a dire la loro.

I numeri

Se c’è una cosa che, in questi trentasei mesi, non c’è mancata sono i numeri e i grafici.
Siamo stati sommersi da una quantità di numeri, tanto da rimanerne storditi e da quasi non raccapezzarci più.
Ma, magari, l’intenzione era proprio quella.
Comunque, estrapolando i dati ufficiali emessi dalla Regione, di certo possiamo partire dal fatto che questo terremoto ha coinvolto 45mila persone; danneggiato 14 mila edifici residenziali, 13 mila attività economiche, 1500 edifici pubblici e causato circa 13miliardi di danni stimati.

LA RICOSTRUZIONE PRIVATA

La Regione anche quest’anno, in concomitanza con la ricorrenza del sisma, ha pubblicato questi dati aggiornati sul procedere dei lavori:

Ad oggi la “macchina della ricostruzione” ha coinvolto 14.065 edifici di cui:

  • 2.803 che hanno concluso i lavori:          19%
  • 2.263 che hanno iniziato i lavori:             17%

2.303 con la pratica in istruttoria:            16%

totale 7.369 al 30 aprile 2015

 Per quanto riguarda le Prenotazioni, cioè la dichiarazione di voler ricostruire, abbiamo:
1.638 domande ancora da presentare:  12%
5.058 prenotazioni presentate:               36%

Nel numero degli edifici sono comprese 15.879 unità abitative e 5.054 attività economiche (fra produttive e commerciali)

LA RICOSTRUZIONE DELLE IMPRESE

Sono state presentate 2497 domande di contributo e, al netto di rinunce e rigetti, le domande attive sono 2070.

I soldi

Parliamo di parecchi soldi messi in circolazione, con anche un intervento di 6miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti in ragione di € 450milioni annui.
Ciononostante, per quanto riguarda le imprese, è stato liquidato circa il 13% del preventivato, in linea con quanto lamentato dalle aziende che, al 15 aprile, denunciavano che solo il 20 % delle realtà produttive dell’importante Polo del Biomedicale di Mirandola ha ricevuto il denaro pubblico previsto.
Per quanto riguarda il contributo per l’abitativo, nonostante l’ottenimento del 100% sui lavori ammessi e i mq parametrati,(che non significa il rimborso totale del danno subito) la gran parte dei terremotati che hanno iniziato i lavori ha verificato di dover mettere mano al proprio portafogli in maniera consistente per poter portare a termine i lavori.

LE ABITAZIONI PRIVATE
I contributi concessi sono pari a € 1.089.093.032
di cui liquidati                              € 535.856.557

LE IMPRESE

Su un totale di contributi calcolato intorno ai 2 miliardi di euro *
I contributi concessi sono pari a                     € 682.210.450
di cui liquidati                                                  € 245.119.575

È quindi stato liquidato circa un 13% del totale, al netto degli importi liquidati dalle assicurazioni.
Siamo, insomma, in presenza di un ritardo consistente, in linea con quanto lamentato dalle aziende che, al 15 aprile, denunciavano che solo il 20 % delle realtà produttive dell’importante Polo del Biomedicale di Mirandola ha ricevuto il denaro pubblico previsto.

* In data 17 giugno, in un incontro con l’assessore Costi, ci è stato fatto notare che la cifra riportata di 2 miliardi di euro sarebbe inesatta perché tale richiesta comprende interventi finanziabili con differenti percentuali e cioè:

immobili (100%), beni strumentali (80%), scorte (60%), delocalizzazione temporanea (50%) e prodotti IGP (80%).

quindi i 2 miliardi di euro richiesti comprenderebbero, oltre alla parte ammissibile a contributo, sia la quota a carico del beneficiario che le somme coperte dalle assicurazioni.

E sembra che, a questo punto, i contributi concessi e quelli concedibili coincidano.

Non abbiamo elementi per entrare nello specifico e quindi facciamo “a fidarci”.

Tutto ciò innalzerebbe la percentuale di quanto liquidato e ne prendiamo atto con piacere.

 

Sono inoltre stati previsti
Contributi a fondo INAIL a favore di imprese con carenze strutturali che devono aumentare il livello di sicurezza

Sono stati presentati 893 progetti di cui:
41 non ammessi
112 rinunciato
705 concessi

per un importo complessivo di € 23.314.811
di cui liquidati                           € 18.651.890

 

L’assistenza alla popolazione

L’assistenza alla popolazione, che nella fase emergenziale ha sostanzialmente ben funzionato, si è andata via via deteriorando. L’indirizzo della struttura Commissariale è parso essere quello di diminuire il numero delle persone assistite indipendentemente dal fatto che fossero oggettivamente cambiate le condizioni che avevano determinato la concessione del provvedimento in loro favore; questo è valido in particolar modo per il CAS.
I Map hanno presentato un problema sostanzialmente strutturale che si è riverberato negli altissimi costi di gestione (in capo ai terremotati) e nella scarsa qualità della vita all’interno degli stessi.

CONTRIBUTO PER L’AUTONOMA SISTEMAZIONE – CAS

Il numero dei nuclei familiari beneficiari di CAS è sceso da 15mila di giugno 2012 a 3.700 attuali, il 24% degli assistiti iniziali.
Entrando in vigore la recente ordinanza n°20 questo numero si assottiglierà in maniera consistente.
ALLOGGI IN LOCAZIONE TEMPORANEA EX ORDD. 25/2012 E 26/2014

Da 550 nuclei familiari che hanno ricorso a questo strumento, oggi si è scesi del 46%, con un totale di 295 nuclei assegnatari.

PREFABBRICATI MODULARI ABITATIVI RIMOVIBILI – PMAR

Dei 757 PMAR ( i cosiddetti MAP) realizzati ad oggi ne risultano ancora occupati il 54%, che ospitano 410 nuclei familiari; l’intenzione espressa dalla Regione è di sgomberarli entro la fine 2015.
Dato che è impensabile che il processo della ricostruzione possa essere completato per questa data, bisognerà trovare altre strutture provvisorie idonee.

 

Considerazioni

In questo breve specchietto riassuntivo non ci siamo occupati della ricostruzione delle opere pubbliche; non abbiamo a disposizione strumenti adeguati per poterne discutere con sufficiente conoscenza. Possiamo dire che, però, l’utilizzo dello strumento della gara al massimo ribasso, del quale sembra si sia fatto largo uso, cozza con la ricerca di legalità che è stata dichiarata essere la preoccupazione di quanti governano la ricostruzione dell’Emilia post sisma.
Di cause che hanno fatto sì che la ricostruzione diventasse una non-ricostruzione potremmo elencarne diverse: dalla eccessiva burocrazia che allunga a dismisura i tempi di giacenza delle pratiche, all’eccesso di ordinanze che spesso hanno modificato quelle emesse precedentemente creando una ovvia confusione, ai costi di ristrutturazione comunque a carico del terremotato, nonostante l’ottenimento del contributo al 100% (dei lavori ammessi e dei metri parametrati ).
Un discorso a parte meriterebbero i tante volte promessi ma mai concessi aiuti all’economia, con provvedimenti di defiscalizzazione che consentano a cittadini ed imprese di poter contare su un minimo di liquidità da poter reinvestire sul territorio invece di dover esser assoggettati ad una tassazione che è già normalmente pesantissima ma che, in una situazione così particolare, risulta certamente iniqua ed odiosa.

Crediamo, comunque, che al di là delle molte problematiche specifiche, ovviamente molte di più di quelle citate, due siano stati e siano tutt’ora i problemi fondamentali:
– il fatto che il terremotato sia stato estromesso completamente dal processo decisionale della ricostruzione
– la volontà di “ben figurare”, da parte di quanti questa ricostruzione hanno governato, che ha fatto sì che la Struttura Commissariale abbia “narrato” una ricostruzione più affine ai propri desiderata che alla realtà e non abbia mai ammesso “la criticità di alcune situazioni” (leggi “di aver fatto degli errori”) rendendo impossibile la modifica delle stesse.

Ci fermiamo qui, perché pensiamo che non sia possibile tirare oggi le fila di un processo che vedrà impegnato questo territorio, e quelli che lo abitano, per parecchi anni ancora .
Pensiamo che, però, sia utile accendere degli spotlight almeno sui problemi più macroscopici emersi in questi tre anni con la speranza di riuscire, nell’immediato futuro, a porvi rimedio.