27 Ottobre 2016 Comments are off SISMA.12

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La possibile collocazione di alcuni profughi nei comuni della Bassa terremotata, ipotizzata dalla Elisabetta Gualmini (che non è una che passava per caso ma la vice presidente della Regione) ha sollevato un vespaio.
E ciò era talmente scontato da far pensare che si voglia focalizzare l’attenzione della gggente su una contrapposizione profughi / terremotati creata ad arte.
Per distoglierla da cosa è ancora da capire.
Scontate le dichiarazioni barricadere dei razzisti più o meno consapevoli, è però comprensibile lo smarrimento e l’irritazione di quanti, dopo quattro anni ancora fuori dalla propria casa, si sentono dire di dover “accogliere” altre persone.
Dove, considerando che nei territori della Bassa la non ricostruzione è arrivata solo circa al 60%?
Nei map che dovevano essere smantellati?
É evidente come in quest’area non esista, oggi, una collocazione dignitosa possibile.
A meno di utilizzare quel patrimonio immobiliare sfitto che era già presente immediatamente dopo il sisma e che, da subito, come Comitato avevamo chiesto fosse messo a disposizione dei cittadini terremotati, fino ad avvenuta ricostruzione, evitando lo spreco di risorse pubbliche derivante dal noleggio dei moduli abitativi provvisori.
Ma allora prevalsero interessi “particolari” e la nostra proposta rimase lettera morta; dubitiamo che oggi la situazione sia cambiata e, per questo, consideriamo le dichiarazioni della Gualmini niente di più che un pessimo spot elettorale.

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