Non c’è niente da brindare

Domani, 1 gennaio 2016, i cittadini della Bassa che hanno avuto la casa danneggiata dal terremoto del maggio 2012 e/o dalla successiva esondazione del Secchia dovranno ricominciare a pagare le rate del mutuo sulle loro case ancora non fruibili.
Il provvedimento che avrebbe potuto prolungare la sospensiva fino a riottenuta abitabilità o, almeno, al 31 dicembre 2016 non è stato inserito nella legge di stabilità, (sembra per una dimenticanza) come invece è stato fatto con un analogo provvedimento per i mutui stipulati dai Comuni.
Forse verrà inserito nella “mille proroghe”.
Forse.
Intanto, da mezzanotte, i terremotati dovranno ricominciare pagare per una cosa che non possono usare o per sistemare la quale stanno spendendo già soldi propri, in quanto ormai è assodato che il contributo del 100% è, di fatto, una bufala e devi mettere mano al portafogli se vuoi che la tua casa abbia le grondaie, il pavimento, le finestre…
Ma magari proverranno a venderci anche questo “risparmio” come un “processo virtuoso” e un segnale di ritorno alla normalità.
Come per gli ormai solo 6.224 aventi diritto all’esenzione dal ticket sanitario (ma non sono ancora oltre 20.000 i cittadini coinvolti nel processo della non-ricostruzione?)
Come per la cancellazione del Contributo di Autonoma Sistemazione.
Come per la dissoluzione di reparti e posti letto nell’ultimo Ospedale rimasto nella Bassa.
L’importante è far vedere di aver “risparmiato” soldi pubblici (i nostri).
Anche perché, poi, questi soldi li useranno per salvare qualche banca…

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