Furbetti & furboni.

“Chi ha denunciato la lentezza del percorso della ricostruzione, spesso, non ha tenuto presente la necessità, altrettanto primaria, di evitare che il tessuto sano della nostra imprenditoria fosse inquinato dalle mafie”
Il commento del segretario provinciale del Pd Lucia Bursi rispetto ai primi risultati dell’inchiesta “Aemilia” è decisamente preoccupante.
É preoccupante perchè, consapevolmente o meno, continua a narrare la gestione del terremoto emiliano come la migliore in assoluto, assolvendo le problematiche emerse come trascurabili incidenti di percorso o, semplicemente, ignorandole.
Sostanzialmente preoccupandosi di cantare le lodi di chi il percorso della non – ricostruzione l’ha gestito e lo gestisce tutt’ora.
Ecco: è questa presunzione di fondo a preoccupare perchè non riconoscere gli errori significa continuare a farli.
Da subito noi di SISMA.12 abbiamo evidenziato che la filosofia alla base dell’impianto delle ordinanze è sbagliata perchè cerca i “furbetti” da contrastare tra i terremotati, magari con rallentamenti di mesi nell’esame delle pratiche, con richieste di integrazioni sui progetti fatte un po’ alla volta o, semplicemente, facendo lezioni di morale ed imponendo il pagamento delle maxi bollette (derivanti da una errata progettazione dei MAP) a chi, di quei maxi consumi non è responsabile.
I grandi affari, quelli appetibili per la criminalità, si fanno principalmente nel settore degli appalti pubblici; là dove girano i soldi veri e dove, magari, le gare vengono assegnate al massimo ribasso.
Ma non ci voleva uno scienziato per capirlo.
Questa inchiesta, comunque, indica inequivocabilmente dov’è che bisogna cercarli i “furbetti”.
E adesso… si #cambiaverso?

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